IRENE SCHILLACI: “Comunicare l’incertezza”

Editoriale

LA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA AI TEMPI DEL COVID-19

Il 2020 ha certamente segnato uno spartiacque per la comunicazione della scienza. Con il diffondersi della pandemia da COVID-19 i media si sono concentrati sulla comunicazione dell’emergenza e della crisi sanitaria, cercando di infondere certezze in un ambito governato di per sé dall’incertezza. Pretendere che la scienza fornisca certezze assolute è semplicemente inattuabile perché nettamente in contrasto con il metodo scientifico moderno, basato su ipotesi da confermare o confutare mediante l’osservazione, la sperimentazione e la raccolta di dati. L’incertezza è dunque una costante della scienza: può essere ridotta, ma non del tutto eliminata. Ciò è particolarmente vero in medicina, disciplina in cui la variabilità e l’incertezza sono inevitabili. 

La comunicazione dell’emergenza e del rischio sanitario avrebbe dovuto  partire proprio da questo: dallo spiegare come funziona il metodo scientifico in ambito medico a un’opinione pubblica sempre più confusa, abbandonata a sé stessa e frastornata dai continui “cambi di rotta” nella comunicazione istituzionale e pubblica. Così purtroppo non è stato. Stiamo vivendo una vera e propria crisi comunicativa che è cresciuta di pari passo insieme alla crisi sanitaria. La pandemia ha reso evidenti i limiti e l’impreparazione dei media generalisti nell’affrontare questioni scientifiche: dal riconoscimento dell’expertise necessaria a rispondere ai dubbi dell’opinione pubblica, all’uso improprio di termini scientifici (un esempio su tutti l’uso della parola “siero” come sinonimo della parola “vaccino”). Il rilancio di notizie senza condurre le necessarie verifiche sulle fonti e la caccia al titolo più a effetto sono tra i fattori che hanno contribuito a creare l’infodemia e a polarizzare le posizioni in due macro-gruppi contrapposti.

La pandemia ci ha certamente dimostrato che è indispensabile comunicare la scienza e la complessità dei processi scientifici in modo più chiaro, per raggiungere tutti i cittadini e le cittadine, anche i più difficili da raggiungere in quanto membri di gruppi vulnerabili o non interessati alla scienza. La comunicazione scientifica non può essere una strada a senso unico: è sempre più cruciale che la comunicazione scientifica sia orientata al dialogo e alla partecipazione di ogni parte interessata: scienziati e scienziate, decisori politici, opinione pubblica. A fare da trait d’union tra le parti devono però essere persone capaci di comunicare la scienza: giornaliste e giornalistici scientifici, comunicatrici e comunicatori della scienza. 

CHI È IRENE SCHILLACI

Content strategist, copywriter e community manager
Irene Schillaci aiuta piccole e medie imprese, associazioni e liberi professionisti a sviluppare strategie di comunicazione digitale, a curare la propria reputazione online e a raccontarsi per raggiungere nuove persone.
Si occupa di eventi e comunicazione scientifica, culturale e turistica.
Come social media strategist, ha collaborato alla creazione dei contenuti e alla gestione dei canali social durante diversi eventi: Beach&Love, SEO&Love, Beautiful Day Ekis, Visual Storytelling Days, Da Zero a SEO.
Nel 2017 ha curato la social media strategy per BE-Wizard!, evento internazionale di web marketing. Ha tenuto corsi sull’uso efficace dei social media per aziende, privati e associazioni ed è stata speaker in occasione del TTG Travel Experience a Rimini nel 2017 e della fiera Business Tourism Management a Lecce (BTM Puglia) nel 2018 e nel 2019.
La sua attività principale è scrivere contenuti per siti web, blog e canali social, insieme alla gestione di community online.
Ha contribuito ai testi Facebook Marketing Pro: strategie e azioni per fare business di Cristiano Carriero e Monia Taglienti; Le regole del turismo: manuale pratico per gestire le strutture ricettive tra online e offline di Federica De Stefani; Web marketing turistico e oltre: strategie per rilanciare la tua struttura e raggiungere il successo di Michela Mazzotti, pubblicati da Hoepli nel 2018; Fare marketing strategico usando il Relationship Marketing  di Valentina Vellucci, pubblicato da Hoepli nel 2021.
Nel 2020 ha introdotto tra i propri ambiti di interesse la comunicazione per la scienza e attualmente frequenta il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” presso la SISSA di Trieste.
Sempre lo stesso anno ha iniziato a collaborare con il progetto di divulgazione scientifica “Chi ha paura del buio?”, di cui cura la presenza online e l’omonima community su Facebook.

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