Intervista a Stefania Buoni, una comunicatrice nel sociale e relatrice al RomaXmasCamp.
Attivista, “Change Agent”, Desideratrice Seriale.

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Stefania Buoni @ RomaXmasCamp 2019

La Comunicazione per me è tutto! Amo scrivere, anche se non riesco a farlo spesso. Sono stata blogger, podcaster, titolare di e-commerce. Oggi sono alla guida di un'associazione che è il coronamento di un sogno che avevo dall'età di 15 anni: COMIP - Children of Mentally ill Parents. Ho anche scritto un libro che grazie al crowdfunding arriverà in tutte le biblioteche, le scuole e non solo d'Italia per aiutare tantissimi ragazzi e ragazze: "Quando Mamma O Papà Hanno Qualcosa Che Non Va - miniguida alla sopravvivenza per figli di genitori con un disturbo mentale".

Che rapporto hai con il web e come è cambiato negli ultimi dieci anni?
"Il web è per me uno strumento indispensabile. Per lavorare, liberare la mia creatività, pianificare viaggi, interagire con i miei contatti che sono distanti da me geograficamente, per acquistare beni che non trovo facilmente nel mio territorio, per portare avanti la causa in cui credo, per fruire della musica che amo. Dal 2009 ad oggi ho attraversato più fasi. Il cambiamento principale è stato sicuramente lo spostamento dal mondo più riflessivo e intimista del blog - paragonabile ad una sala da té in cui ritrovarsi con pochi amici fidati e selezionati per una comunicazione più empatica e profonda - a quello più immediato e "di pancia" di Facebook - paragonabile a un caotico fast food dove è molto più difficile gestire il flusso di comunicazioni e si è incastrati nei diktat di algoritmi e flussi di contenuto che non sempre decidiamo.  Ho nostalgia dell'era blog e infatti ho da poco deciso di aprirne uno nuovo tutto mio!"

Hai mai partecipato ad un barcamp se sì,  che ricordo hai e che ha rappresentato per te e che ricordi hai. Se no, come ti aspetti che sia? 
"Non ho mai partecipato ad un barcamp. Non li avevo mai sentiti neanche nominare, a dire il vero. Mi aspetto che sia un simpatico incontro tra persone con interessi anche diversi ma modalità di esprimerli comuni. Mi incuriosisce soprattutto cosa potrà nascere dal confronto fra la prima generazione e quella contemporanea. Io mi trovo esattamente nel mezzo!"

Tre aggettivi per descrivere il tuo Natale Digital?
"Il mio Natale Digital è senz'altro:
Goliardico, quando utilizzo app come Jib Jab e simili per creare simpatici video auguri demenziali con protagonisti il volto mio e quello dei miei amici e familiari e, naturalmente, anche il muso della mia "cana" Dora. Un modo per esorcizzare il Natale, che mi suscita da sempre sentimenti contrastanti. Un misto di calore e malinconia, che si alternano in modo puntuale ogni anno.
Musicale, perché amo andare in cerca, su Spotify o YouTube, di brani natalizi non tradizionali, per lo più in chiave rock, raggae e punk. Un altro modo per spazzare via le malinconie e rendere le festività più divertenti.
Cinematografico, perché utilizzo il web per trovare commedie da guardare in famiglia durante i lunghi pomeriggi natalizi post pasti luculliani. Insomma, si è capito che a me a Natale piace trovare motivi per essere spensierata. Forse perché per parecchi anni non lo sono stata e adesso cerco di riprendermi un po' di leggerezza con gli interessi!"

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