Intervista a Roberto Favini, un attento analista delle conversazioni on line relatore al RomaXmasCamp.

ROBERTO FAVINI è  business/data analyst e formatore digitale in Hearst Magazines, ma anche early adopter di web e social media, sperimentatore seriale, fact-checker già ai tempi della primavera araba e delle prime botnet su Twitter.
“Sono appassionato di social network analysis. Occasionalmente speaker a eventi digitali. Nel 2012 presentai all’Internet Festival di Pisa la netnografia spazio-temporale del terremoto in Emilia”.

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Che rapporto hai con il web e come è cambiato negli ultimi dieci anni?
"Ho un rapporto intenso, dove offro e ricevo moltissimo in termini di crescita personale, professionale e di relazioni umane, infinitamente più che offline.
Nel mio profilo Twitter mi definivo "webaholic" perché mi facevo trascinare dall'entusiasmo, poi col tempo sono aumentati esponenzialmente i produttori di contenuti e i contenuti stessi; come molti, ho quindi dovuto approcciarmi diversamente anche per lasciare maggiore spazio alla mia vita privata.
Oggi vedo meno spensieratezza, molto odio, molti "professori", poca alfabetizzazione digitale, molta disinformazione. Penso però che lasciare a governi e piattaforme la responsabilità di regolamentare i comportamenti online sia pericoloso e che i miglioramenti debbano partire da noi, continuando a fare rete in modo positivo e propositivo".

Hai mai partecipato a un barcamp se sì, che ricordo hai e che ha rappresentato per te e che ricordi hai. Se no, come ti aspetti che sia?
"Certo che sì, sono tutti stati esperienze meravigliose in cui ho portato a casa qualcosa di importante e gratificante.
Soprattutto agli inizi, era anche un'occasione per associare un volto agli avatar.
Ricordo anche la mia soggezione iniziale nel conversare con i blogger più autorevoli, nonostante la loro disponibilità a confrontarsi indipendentemente dal tuo webranking.
Per molti non era ancora una professione; inoltre web e social erano pagine bianche tutte da scrivere e le strade ancora da inventare.
Era un continuo sperimentare, fallire e scoprire. Un periodo irripetibile, ma posso dire "io c'ero"".

Tre aggettivi per descrivere il tuo Natale Digital?
"Connesso: ovunque sarò, sarà certamente un luogo in cui c'è campo, batteria (anche quella di scorta), credito e con me porterò due o tre dispositivi per navigare.
Social: scorrerò la rassegna stampa da feed reader e social come tutti i giorni dell'anno (non sia mai che mi perdo qualcosa), quindi farò gli auguri con tutti i canali a disposizione.
Tecnologico: un regalo tecnologico natalizio per me e per i familiari non manca mai perché, se fatto con intelligenza, è un buon investimento per il benessere o la crescita professionale".

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